Nella ricetta tradizionale turca della pancar salatası non è prevista la feta. L’ingrediente originale è il Beyaz Peynir: non si tratta di un semplice dettaglio di traduzione, ma di un formaggio differente con un profilo nutrizionale distinto.
Poiché il binomio feta sale e l’apporto complessivo di sodio rappresentano l’aspetto più critico in ogni ricetta a base di barbabietola, vale la pena analizzare a fondo questo confronto.
Cos’è davvero questo formaggio greco DOP e perché la feta è salata
Dal 2002, nell’Unione Europea la denominazione «feta» è una Denominazione di Origine Protetta (DOP). Può legalmente chiamarsi feta soltanto il formaggio che:
- viene prodotto in determinate zone geografiche della Grecia;
- è ottenuto da latte di pecora, con un’eventuale aggiunta massima del 30% di latte di capra;
- matura e viene conservato in salamoia.
Tutto il resto, a livello normativo, non è feta, anche se visivamente può sembrare identico. I blocchi o cubetti bianchi a base di latte vaccino disponibili nei banchi frigo del supermercato vengono perciò denominati «formaggio da insalata», «formaggio tipo greco» o commercializzati con marchi generici.
Non si tratta di una pura questione nominale: il latte di pecora contiene quasi il doppio dei grassi e una concentrazione proteica superiore rispetto al latte vaccino, modificando radicalmente sapore, consistenza e valori nutrizionali.
Tabella comparativa: feta, sale e formaggi poco salati a confronto
Valori medi per 100 grammi di prodotto in commercio:
| Formaggio | Latte | Grassi | Proteine | Sale | Calcio |
|---|---|---|---|---|---|
| Feta DOP (Grecia) | Pecora/Capra | 21 g | 17 g | 3,0 g | 400 mg |
| Beyaz Peynir (Turchia) | Vacca o Pecora | 18 g | 17 g | 2,0–2,5 g | 450 mg |
| Ezine Peyniri (Turchia) | Pecora/Capra/Vacca | 24 g | 18 g | 2,5 g | 420 mg |
| Formaggio tipo greco (latte vaccino) | Vacca | 20 g | 14 g | 2,5–3,5 g | 350 mg |
| Formaggio di pecora commerciale | Pecora | 22 g | 15 g | 2,8 g | 400 mg |
| Halloumi (Cipro) | Pecora/Capra/Vacca | 25 g | 22 g | 2,5–3,0 g | 750 mg |
| Ricotta salata | Pecora | 24 g | 20 g | 2,5 g | 500 mg |
| Fiocchi di latte | Vacca | 3 g | 12 g | 0,8 g | 80 mg |
I valori oscillano notevolmente a seconda del produttore: in alcuni formaggi da insalata industriali sono stati riscontrati picchi superiori ai 4 grammi di sale. La tabella nutrizionale sulla confezione rimane l’unica fonte attendibile.
Le tre conclusioni: feta o primo sale e alternative per la dieta
Il Beyaz Peynir è la scelta con meno sodio. Questo formaggio bianco turco affronta in genere una maturazione più breve in salamoia e registra mediamente tra 0,5 e 1 grammo di sale in meno rispetto alla feta greca. Su una porzione di 150 grammi in un’insalata, il risparmio è di circa 1 grammo di sale: un sesto del limite massimo giornaliero raccomandato dal Ministero della Salute e dall’OMS, ottenuto solo selezionando la varietà corretta.
Il formaggio da insalata vaccino non è automaticamente più leggero. Chi consulta i valori nutrizionali della feta light sperando di limitare il sodio spesso si sbaglia: il taglio riguarda i lipidi, non il sale. Molti formaggi da tavola a base di latte vaccino risultano persino più salati della feta originale, poiché una salamoia più ricca serve a compensare la minore complessità aromatica della materia prima.
I fiocchi di latte sono l’opzione a bassissimo contenuto di sodio. Per chi deve seguire una dieta iposodica rigorosa ed è disposto a scendere a compromessi sulla sapidità, i fiocchi di latte contengono un quarto del sale e un settimo dei grassi. In un’insalata di barbabietole funzionano molto bene, poiché la radice compensa con la sua naturale ricchezza di sapore.
Dissalare la feta in acqua: quanto serve davvero?
Un metodo frequentemente consigliato per attenuare l’impatto di feta, sale e sodio sulla pressione arteriosa è l’ammollo preventivo in acqua. Il beneficio esiste ma è parziale: il sale non si deposita solo all’esterno, bensì permea l’intera pasta del formaggio.
I passaggi pratici per dissalare con efficacia:
- Mettere in ammollo a cubetti e non in un blocco intero: una maggiore superficie di contatto facilita lo scambio osmotico.
- Tenere in acqua fredda per 20-30 minuti, sostituendo l’acqua a metà tempo.
- Scolare e asciugare accuratamente, per non rilasciare liquidi in eccesso nel piatto.
Con questo procedimento si riduce realisticamente il tenore di sale del 15-25%: da 3 grammi iniziali si scende a circa 2,4 grammi. Non si tratta di un azzeramento, ma unito alla scelta della tipologia di formaggio produce un effetto cumulativo apprezzabile.
Durante l’ammollo il formaggio cede anche parte del suo profumo. Una spruzzata di succo di limone consente di riequilibrare il palato: la componente acida amplifica la percezione della sapidità, consentendo di percepire come saporita una quantità inferiore di sale.
Feta: controindicazioni, sale e proprietà nutrizionali reali
Accanto alle opportune cautele sul sodio, è doveroso considerare i pregi nutrizionali della feta.
Calcio. 100 grammi di feta apportano circa 400 milligrammi di calcio, pari al 40% del fabbisogno giornaliero medio secondo le tabelle CREA. In un’insalata con ortaggi ricchi di ossalati questo minerale esercita un ruolo protettivo prezioso, come approfondito nel nostro articolo sugli ossalati.
Proteine di alto valore biologico. Con 15-17 grammi per 100 grammi e un profilo amminoacidico completo, permette di trasformare un contorno vegetale in un pasto saziante ed equilibrato.
Meno grassi rispetto a molti formaggi stagionati. La feta si attesta attorno ai 21 grammi di grassi per 100 grammi, a fronte dei 28-34 grammi tipici di Gouda, Emmental o Cheddar, risultando tra i formaggi a media stagionatura relativamente più leggeri.
Fermentazione naturale. I prodotti ottenuti da latte crudo con lunga sosta in salamoia custodiscono colture batteriche vive, sebbene la maggioranza delle confezioni industriali impieghi latte pastorizzato.
La ricetta turca: insalata di barbabietole e Beyaz Peynir
Beyaz peynirli pancar salatası, per 2 porzioni:
- 250 g di barbabietole precotte, tagliate a cubetti
- 120 g di Beyaz Peynir
- 1/2 cipolla rossa
- 1 manciata di timo fresco (in alternativa origano)
- 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
- Succo di 1/2 limone
- Pepe, senza aggiunta di ulteriore sale
Condire le barbabietole con la cipolla, l’olio e il limone; lasciar riposare dieci minuti, quindi distribuire sopra il formaggio sbriciolato e il timo.
Perché il timo e non il prezzemolo
Il timo fresco contiene timolo e carvacrolo, due composti fenolici dall’accertata attività antimicrobica, motivo per cui nella tradizione culinaria e officinale veniva impiegato con le carni e nei rimedi fitoterapici per le vie respiratorie.
Nel piatto offre una funzione gustativa precisa: l’aromaticità pungente e balsamica del timo contrasta la naturale dolcezza della barbabietola in un modo inaccessibile al prezzemolo. Nella gastronomia turca questo accostamento costituisce una combinazione affinata nei secoli.
Valori nutrizionali per porzione (stimati)
| per porzione | |
|---|---|
| Energia | ca. 290 kcal |
| Proteine | ca. 12 g |
| Grassi | ca. 20 g |
| Carboidrati | ca. 11 g |
| Sale | ca. 1,4 g |
| Calcio | ca. 280 mg |
1,4 grammi di sale contro i circa 2 grammi che si raggiungerebbero con pari peso di feta greca, a parità di piacevolezza al palato: è in questa differenza che risiede l’utilità pratica del confronto.
Fonti
- Bordoni A, Danesi F, Dardevet D et al.: Dairy products and inflammation: A review of the clinical evidence. Critical reviews in food science and nutrition 2017. PubMed 26287637. DOI: 10.1080/10408398.2014.967385.
- Arafat HM, Omar J, Shafii N et al.: The association between breast cancer and consumption of dairy products: a systematic review. Annals of medicine 2023. PubMed 37078247. DOI: 10.1080/07853890.2023.2198256.
- Arslan BN, Döndaş NY, Koçhan S et al.: Functional fermented dairy products: a review of mechanisms, health potential, and technological challenges. 2026. PubMed 42221754. DOI: 10.3389/fnut.2026.1779688.
- Nelon JN, Eltaher SS, Abdelhamid AG. et al.: Shotgun metagenomic and phenotypic characterization of indigenous lactic acid bacteria from raw milk artisanal cheeses: metagenomic functional insight and starter culture traits. 2026. PubMed 42326426. DOI: 10.3389/fmicb.2026.1820264.
- Kaplan DN, Sanlier N.: Breast Cancer in Relation to Dairy Product Consumption: A Review of Current Findings and Potential Mechanisms. 2026. PubMed 41886028. DOI: 10.1007/s13668-026-00753-5.
- Prandi I, Pezzuto A, Massaro A et al.: A Fourteen-Year Surveillance Study on the Microbiological Status of Raw Milk Dairy Products from Alpine Dairies in Northeastern Italy. 2026. PubMed 42121423. DOI: 10.3390/foods15091479.
- Mogut D, Goli M, Reyes CDG et al.: Qualitative Characterization of Neu5Gc-Containing N-Glycans in Commercial Cheddar Cheese Products Using Nano-UHPLC-ESI-MS/MS-A Pilot Study. 2026. PubMed 42196183. DOI: 10.3390/ijms27104200.
- Ljubojević Pelić D, Vidaković Knežević S, Popov N et al.: Incorporating Pooled Donkey Milk from Autochthonous Balkan and Banat Donkey Breeds into Traditional Dairy Products: Effects on Technological Properties, Nutritional Profile, and Sensory Acceptability of <i>Podliveni</i> Cheese. 2026. PubMed 42193740. DOI: 10.3390/ani16101449.
- Dapkevicius MLE, de Sousa T, Silveira MDG et al.: Cheese and Its Microbes Under the Light of One Health-A Comprehensive Review. 2026. PubMed 42279722. DOI: 10.3390/foods15111935.
- Bodenrader A, Sotres-Alvarez D, Dao MC et al.: Dairy Products Are Not Adversely Associated with Depressive Symptoms over 6 Years in the Hispanic Community Health Study/Study of Latinos. 2026. PubMed 42280448. DOI: 10.3390/nu18111805.



